Capitolo 8 Terza Parte – Erotico Barocco

Erotico Barocco

Capitolo 8 Terza Parte – Erotico Barocco

Superata la grossa tenda rosso amaranto di pesante velluto che divideva l’ingresso dal locale, una ragazza ci fece strada all’interno.

Gli occhi si abituarono alle luci soffuse anche se in realtà erano parecchio basse. Ci spiegò che le zone erano suddivise per tema: Paradiso, Purgatorio e Inferno.

Alla nostra destra il Paradiso, una sala conoscitiva con mobili in stile barocco e completamente bianca. Molto bella e suggestiva dava l’idea di candore, anche se appese alle pareti c’erano grossi quadri con foto di bellissime donne nude in pose molto esplicite ed erotiche.

Centralmente un piccolo palco con un palo per la lap dance e poi, musica a volontà.

Il resto della sala era arredato con divani e poltrone in pelle bianca.

Non c’erano molte coppie ancora, ma sembravano tutti così a loro agio… Le ragazze erano molto disinibite e ballavano in maniera sensuale attaccate al palo, mentre i ragazzi parlottavano tra loro.

Per tutto il tempo Andrea mi teneva per mano e io mi sentivo protetta, lentamente incominciai rilassarmi: ambiente carino, musica ok e il mio accompagnatore era strafigo!

Ci dirigemmo verso il bancone del bar per ordinare due “ Negroni ”.

Accomodata sullo sgabello, mentre il barista con fare esperto ci preparava da bere, osservai meglio le altre coppie: persone normali più o meno della mia età, ma anche più adulte, apparivano frequentatori assidui del locale che peraltro al momento pareva solo una discoteca leggermente più libertina del normale.

Chiusi gli occhi sorseggiando il mio drink, conoscevo la musica che stava andando, la canticchiai e inconsciamente, mi ritrovai a sorridere…

Andrea

Mi piaceva osservare Luna in questo nuovo contesto, aveva chiuso gli occhi e sorrideva beata, muovendosi lievemente a tempo di musica, sapevo ci avrebbe voluto un po’ di tempo ma vedevo che stava incominciando a rilassarsi.

Splendida nel suo mini vestito bianco non si era accorta che da quando aveva varcato la soglia del locale, tutti gli sguardi dei ragazzi presenti erano fissi su di lei…

Riuscivo ad intravedere i suoi capezzoli turgidi attraverso la stoffa impalpabile del vestitino di maglina, volevo assaporarla tutta, respirare il suo odore e farla godere.

La mia mano prese ad accarezzarle piano la coscia, era calda, morbida e liscia… iniziai lentamente a risalire fino ad arrivare al bordo del vestito, cazzo che voglia!!

Mi avvicinai piano all’orecchio e sussurrandole dolcemente il suo nome, le chiesi se le andava di esplorare il resto del club, lì al bar non c’erano coppie interessanti e non mi andava proprio che Luna fosse toccata o si fosse messa a giocare solo per accontentare me.

In ogni caso mi sarebbe piaciuto moltissimo fare sesso con lei in un posto così, ma non volevo forzare la mano, per ora mi sarebbe bastato farci un giro, poi… chissà.

Le presi saldamente la mano intrecciando le dita alle sue e la guidai verso il corridoio che ci avrebbe portato nella zona chiamata purgatorio. I suoi occhi brillavano dallo stupore, la sala del purgatorio era riservata alle coppie ed era molto affascinante: luci soffuse e la musica ipnotica faceva da sottofondo.

C’ erano piccoli letti e divanetti zebrati ovunque, mentre al centro uno di forma circolare attirò la sua attenzione. Non ci feci subito caso perchè le luci erano veramente basse, ma strizzando un po’ gli occhi osservai meglio cosa stava succedendo.

Una coppia stavano giocando anzi no… guardando meglio erano due lei di coppia insieme, mentre i rispettivi compagni si masturbavano di fianco.

Luna era estasiata, la vedevo fremere e non staccava gli occhi dalla scena di quell’’insolita situazione.

< Ti piace quello che stai vedendo? >

< Ancora non lo so, è tutto così strano… >

< Dai andiamo a vedere il resto, la serata non è ancora incominciata… >

Le diedi un bacio leggero sulle labbra e la trascinai fuori dalla camera. Proseguimmo il nostro tour, le feci vedere le salette riservate a poche coppie con le finestre a sbarre e la porta che si poteva chiudere a chiave e il corridoio con i buchi rotondi nei muri posizionati in varie altezze.

Le spiegai che quello era solamente un divisorio, in realtà c’era una sala dove solo le ragazze potevano entrare, mentre i ragazzi potevano accedervi solamente con una parte del corpo.

Rise di gusto scuotendo la testa:”  Non ho capito scusa, gli uomini infilano i loro membri dentro i buchi e le ragazze da dentro fanno dei rapporti orali senza sapere a chi appartiene il cazzo??Pazzesco!! ”

Annuii tra il serio e il divertito. Effettivamente poteva sembrare strano, ma non poteva sapere l’eccitazione che si prova nel fare sesso con delle persone sconosciute, era una delle tante perversioni che si potevano realizzare in posti come questi.

Un guizzo d’interesse le attraversò il viso, senza accorgecene avevamo camminato fino all’entrata della sala inferno, la sala dal gusto sadomaso.

Fu lei ad entrare per prima, la seguii a ruota.

La vidi accarezzare la croce di S. Andrea soffermandosi sulle pesanti cinghie di cuoio che penzolavano da ciascuna estremità, era come se soppesasse la cosa, inclinò la testa di lato come se stesse studiando il da farsi e proseguì oltre…

Arrivò davanti ad una grossa sedia di legno imbottita di cuoio, sembrava una specie di sedia elettrica, anche qui la scena si ripetè: accarezzava, guardava e osservava…

Mi appoggiai di schiena contro il muro, com’era bella… ma ancora non osavo toccarla, non volevo rovinare l’atmosfera e adoravo questa sua curiosità, la cosa mi stava eccitando.

Sentii sfiorarmi la spalla, mi girai e vidi un ragazzo, non capivo se era single o un lui di coppia ma gli sorrisi ugualmente.

Possiamo? >

“ Si certo! ” , e a ruota entrò anche la sua lei.

Bel fisico, bionda, capelli corti, una bella ragazza più o meno della nostra età. Anche lei con un abitino corto molto provocante.

La serata aveva inizio me lo sentivo! Decisi di rimanere in disparte per vedere cosa sarebbe successo. In ogni caso ero sicuro che non sarei rimasto deluso e poi… ero con Luna.

 

Mi girai piano verso Andrea e gli sorrisi, ero così assorta ad ascoltare quella musica che mi sentivo come in un altra dimensione, i sensi erano amplificati, sentivo l’odore del cuoio delle cinghie sulla croce e sulla sedia, ero impaurita ma allo stesso tempo eccitata, il sangue mi pulsava forte in ogni parte del corpo, mai come ora mi ero sentita più viva…

Poi la vidi entrare, era bella, bionda con i capelli corti e un incarnato ambrato.

Vestiva in maniera molto femminile con un abito corto color beige, aderentissimo e con scarpe in tinta, bellissime!

Forse stavo impazzendo, ma sapevo solo di volerla con tutta me stessa. Adesso!

Senza staccarle gli occhi di dosso le andai incontro e senza neanche fare le presentazioni di rito, sotto lo sguardo incredulo di Andrea e del suo accompagnatore l’afferrai e la tirai verso di me iniziandola a baciare. Un bacio lunghissimo, passionale e audace.

Le sue labbra erano morbidissime e sapevano di vaniglia. Ero eccitatissima e lei sembrava gradire. Mugolava mentre in mezzo alle mie cosce sentivo salire sempre di più il desiderio.

Ci accarezzammo e ci annusammo a lungo come due animali attratti dal loro istinto, la feci sedere e allungando la mano fino alla gonna le allargai timidamente le gambe.

Volevo sentire il suo piacere caldo, dovevo sapere che effetto le facevo e mentre continuavo a baciarla ovunque sentii le sue mani curiose sui miei seni.

Puro godimento, il suo tocco era delicato quasi chiedesse il permesso di accarezzare, le feci capire che a me piaceva più deciso, misi la mano sulla sua e giocammo pesante con i miei capezzoli stuzzicandoli e tirandoli fino a farli diventare duri e doloranti.

Ansimavo forte e non mi volevo fermare, le dita scivolarono nuovamente in mezzo alle sue cosce ma questa volta andarono oltre, le spostai gli slip ed iniziai ad accarezzarla. Era liscia ed accogliente, ad ogni tocco la sentivo muoversi contro di me, la stavo masturbando con due dita ma sembrava non le bastassero, così non pensandoci due volte, mi staccai dalla sua bocca e feci scorrere la lingua sul suo collo, per poi scendere sull’incavo delle clavicola fino ad arrivare al seno.

Con i denti le scostai la spallina della canottiera ed iniziai a torturarle i capezzoli. I suoi piccoli seni, così rotondi e sodi vibravano ad ogni carezza, li baciai piano soffiandoci sopra per sentirla fremere di desiderio…

Le leccai la pancia e i fianchi, li sentivo inarcarsi su di me come se avesse fretta di offrirsi.

Mi piaceva prolungare l’attesa, volevo farla esplodere di piacere. Non esisteva nessun altro, solo io e lei, due corpi brucianti di passione.

Mi tuffai con tutto il viso sul suo sesso. Era caldo ed estremamente bagnato.

<  Ti prego… ti prego fammi venire… >

Non capii più nulla, la mia lingua la penetrò forte mentre le mie dita continuavano a muoversi dentro e fuori la sua fighetta gocciolante, sempre più veloce. Le succhiai il clitoride gonfio e duro senza mai smettere di masturbarla e continuai così, godendo silenziosamente sentendola contorcesi dal desiderio.

Le sue mani mi presero con forza la testa e mi spinsero verso di lei fino quasi non farmi respirare, e poi, finalmente, arrivò l’orgasmo: fortissimo, dolce come il miele… Io assaporai, leccai e bevvi.

Ora il mio tocco si fece nuovamente leggero, con teneri baci fino a quando non la sentii smettere di tremare.

Ci guardammo a lungo esauste ma complici, e ricomponendoci le strizzai l’occhio tendendole la mano: “ Piacere, io sono Luna… ”

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